Versi nati dalla quotidianità, dall'amore, dalla gioia — e dal segno del disegno.
Nella tazza fuma piano il tempo che non ho fretta di bere. Fuori la città si sveglia, io resto ancora un poco dentro questo silenzio caldo.
Lugano, gennaio 2026Non chiedo il domani, chiedo questa luce sulla tua mano. Chiedo il tempo fermo di un caffè bevuto insieme, niente di più, niente di meno.
Lugano, febbraio 2026Un sole tra le tende, un passo senza peso: basta questo. Non serve altro per chiamarlo un giorno buono.
Lugano, marzo 2026La mano sa cose che la parola non dice: una curva, un colore, un pensiero senza sillabe. Dipingo quello che le poesie non riescono a finire.
Lugano, marzo 2026Terra d'adozione, mi hai dato un lago per specchiare i pensieri e una luce che non avevo nei posti dove sono nato. Grazie di avermi tenuto.
Lugano, aprile 2026Hanno imparato il mio nome senza che io lo dicessi, hanno tenuto quello che cadeva senza farmelo pesare. Le tue mani sanno cose che io ancora imparo a dire.
Lugano, aprile 2026